Benettòn, và in mona

Benetton, mi ricordo di te da quando ero alto un metro.

Mi ricordo ossessivi messaggi dei bianchi che baciano i neri perché il razzismo brutto e siamo tutti amici.

E poi il cavallo nero che si ingroppa il cavallo bianco (perché giustamente, il bianco deve pagare pegno…).  Insomma bianco, nero, UNITED COLORS, simbolismi già allora molto originali.

Poi crescendo uno capisce che insomma nessuno è pulito fino in fondo, e qualcuno parla di vivisezione, di espropriazione delle terre dei Mapuche in Patagonia (forse loro non sono abbastanza neri…?), del fatto che la produzione è spostata in Paesi noti per il mancato rispetto dei diritti umani.

Ecco, di queste cose mi frega relativamente poco, è la modernità. Fa parte del gioco.

Il problema, qui, è di creatività.

Benetton basta di sfracellarci i coglioni con “evviva siamo amici dei negri”, che poi ti sgamano che fai le cose brutte con l’altra mano e ci passate da coglioni.

Ma soprattutto, il peggio doveva ancora arrivare: la campagna UNHATE del bacio tra i leader politici.

Cioè qual è esattamente il messaggio: evviva la pace, diamoci il bacino? Molto in sintesi: non è tanto il ‘contenuto’ ad essere totalmente vuoto, trito, stereotipato, regressivo, QUANTO l’immediato effetto estetico/visivo.

Le foto richiamano infatti immediatamente (almeno a me) la celebre iconografia sovietica del bacio fra i leader del Partito

c’è anche sul muro di Berlino, ripresa dalla pop-street art

e arrivate voi, con le foto di Obama (essendo Obama già in sé un concetto comunicativo stra-usato, stra-banalizzato, stra-inflazionato)?

Quale sarebbe, e dove, la creatività?

Ma non c’è due senza tre, dice il proverbio. E cosa ti vedo, giorni fa?

Cioè, ma allora la fate apposta. Il razzismo, la pace, la disoccupazione.

Ma cosa c’è di più bieco, mediocre, NON creativo, qualunquistico, demagogico, di cavalcare problemi sociali per farvi le campagne e gli advertising?

Ma perché Benetton, per una volta in decenni, non dici qualcosa di te, di quello che vendi?

Non aver detto nulla di nuovo, di innovativo, in più di 20 anni, Cristo. Statuario come il marmo, sempre uguale a se stesso, quell’atteggiamento paternalistico (ma neanche), buonista, infantile, anti-intellettuale, fintissimo, delle paroline belle, del razzismo è brutto, del “risolviamo la guerra dandoci i bacini”, del “uffi non è giusto ci sono i ragazzi disoccupati, che mondo brutto”.

Ok, c’è la disoccupazione, so what? Ce lo dovevi spiegare tu, Benetton? Fai i vestiti, mi spieghi cazzo vuol dire il nero (eh figurati) disoccupato? ATTENZIONE al tema sociale del lavoro?! Cool! Da te che produci in CINA?

(ma il punto è che se anche non esternalizzassi in Cina, sarebbe comunque un messaggio di una povertà creativa disarmante).

Ad esempio, per chiudere, vogliamo parlare della campagna Diesel Be Stupid?

Questi si, hanno detto qualcosa. Hanno parlato di LORO, hanno fatto ridere, hanno fatto pensare, ci hanno messo il paradosso, hanno espresso dei concetti (“goodbye inhibitions”, “there is no wrong way to do it” che sono messaggi chiari. Qual è il messaggio di Benetton?). Io non ho quasi mai avuto roba Diesel, ma guardi ste foto e ti fa venir voglia di uscire per andare a prendere un paio di jeans.

Idem dicasi per le campagne Sisley di Terry Richardson, per dirne un’altra.

Benetton, non ci interessa la Corporate Social Responsibility, qui.

Ma ti prego, stupiscici, sorprendici per una volta.

Annunci
Contrassegnato da tag , ,

20 thoughts on “Benettòn, và in mona

  1. E ha detto:

    Allora, diciamo che potremmo essere banali se ti dicessi che il target di Benetton non è necessariamente lo stesso di Diesel, il concept di un jeans Diesel e uno Benetton è completamente diverso. Continuando con la banalità, per misurare l’efficacia comunicativa delle campagne dovremmo poter misurare i loro risultati (che non abbiamo).
    A parte questo quello che tu disprezzi, in termini di creatività fa parte del Benetton United Colors style, se non condividi allora non comprare! Benetton ha da sempre voluto porsi con delle campagne che affrontavano temi sociali. Hanno scheletri nell’armadio…chi non li ha? La Barilla che si fa promotrice della “famiglia del Mulino Bianco”, poi compra grano e altri ingredienti per i suoi prodotti sfruttando popolazioni a destra e a manca…alla faccia della famiglia felice! Tutti hanno scheletri nell’armadio!…di esempi ce ne sono a migliaia!Vogliamo parlare della pubblicità di P&G delle mamme?Quando i loro prodotti sono pieni di parabeni e petrolati che fanno venire il cancro ai loro figli?
    Francamente io non trovo la campagna Diesel così “STUPEFACENTE” o “CREATIVA” quel tipo di concept è stra usato da anni, in posti che non sono l’Italia….e cmq potremmo discuterne per giorni…

  2. m.s. ha detto:

    secondo me era tutto più o meno ok (anche se a me tutto sommato le campagne benetton piacciono) fino a quando non fai il confronto con la Diesel, che al confronto fa cagare ricci di mare pentadimensionali conditi con la salsa di soia. lì non ti si può seguire.

    ah, e credo che non siano stupidi da Benetton: la cosa del bacio è OVVIAMENTE una citazione del bacio Brezhnev-Honecker. è fatta apposta. copiare una cosa dell’anno scorso è copiare, copiare esplicitamente qualcosa di 30 anni fa è, appunto, citare.

  3. 00ferret ha detto:

    “per misurare l’efficacia comunicativa delle campagne dovremmo poter misurare i loro risultati (che non abbiamo).”

    Si, vero. Però non cambierebbe il mio punto di vista sapere quale sia la più efficace. Anzi, per come sono io, rafforzerebbe il mio pensiero. Le cose più efficaci, spesso sono le più triviali.

    “Tutti hanno scheletri nell’armadio!”

    Ma infatti quello non mi interessa. Era un discorso di creatività.

    “fino a quando non fai il confronto con la Diesel,”

    Ok, ci sta, a me piace, ad altri no. Il concetto centrale è Diesel ha fatto un LAVORO di creare qualcosa (qualcosa che tu dici non mi mi piace, ma qualcosa di proprio).

    “copiare una cosa dell’anno scorso è copiare, copiare esplicitamente qualcosa di 30 anni fa è, appunto, citare.”

    Ehi ehi, non è mica così facile. Hanno copiaincollato immagini di concetti stra-diffusi, stra-ovvi, stra-tautologici. Non collegati a nessun concetto sensato o creativo.
    Massimo, per fare un esempio, è come se organizzassi una cena a casa tua. Arriva Tizio e fa degli spaghetti alla bottarga (magari venuti male). Poi arrivo io, con i cartoni di pizze. Stessa cosa.

    La foto dei leader che si baciano con la scritta UNHATE, ora qualcuno mi spiega dove sta IL VALORE AGGIUNTO IN TERMINI DI CREATIVITA’, GENIO, EFFICACIA. Cosa hai ideato, cosa hai pensato, cosa hai CREATO di tuo.

    MELAC -> MELAV. Ma affanculo, dai.

  4. 00ferret ha detto:

    Ecco. Spero abbiate il buon gusto di non voler replicare.

  5. m.s. ha detto:

    La foto dei leader che si baciano con la scritta UNHATE, ora qualcuno mi spiega dove sta IL VALORE AGGIUNTO IN TERMINI DI CREATIVITA’, GENIO, EFFICACIA. Cosa hai ideato, cosa hai pensato, cosa hai CREATO di tuo.

    Vabbeh dai, mi pari quelli che guardano l’arte moderna e dicono “questo lo sapevo fare anche io”. A me pare comunque una campagna molto più originale e interessante di quella della Diesel o della Levi’s che hai linkato. Per usare il tuo parallelo: se uno fa la pasta con la bottarga qualunque e un altro mi porta un cartone con delle pizze della madonna, io sto con le pizze della madonna.

  6. luciferasi ha detto:

    La pubblicità della Diesel non si guarda, ma del resto, come giustamente è stato detto, ha un suo target, ovvero quelli che a 20 anni pensano di essere TRASGRESSIVI facendo boh, qualcosa che gli viene detto essere trasgressivo. Sono gli stessi che a 50 diventeranno il target delle pubblicità di auto modello “Sìì unico. Compra [marca di auto]”, alla faccia dell’unicità.

    Poi sì, Benetton ha rotto il cazzo, ma secondo me alla base ha rotto il cazzo Toscani.

  7. 00ferret ha detto:

    Uh, eppure mi sembra di parlare italiano. La Diesel son gusti, ma cazzo, almeno hanno detto qualcosa, hanno espresso un concetto (comunque non concordo con la tua interpretazione, Giorgio, e target della macchina unica stai tranquillo che sono anche i Benetton).

    Il punto è la non creatività, il *dire-nulla* che sottende mettere foto dei leader che si baciano (UNHATE!) e dei disoccupati.
    1) perché è un messaggio ovvio, stereotipato, finto, fuori contesto, tautologico (si può non esser d’accordo?)
    2) perché, peggio, è un atteggiamento volgarmente non creativo anzi populista, da bar.

    La pubblicità della Benetton = IO che mi metto la zuppa di Andy Warhol in casa.
    E’ una REPLICA, ovviamente. Mica sono io artista a metterlo nel salotto.

    Infatti qualcuno qui ha detto “uhm a me non dispiace”, ma non ho ancora sentito argomenti sul perché e cosa abbia detto di nuovo Benetton, o sul perché la troviate creativa e innovativa.

  8. luciferasi ha detto:

    Scusa, ma la Diesel cos’ha detto esattamente? A me sembra che abbia usato concetti che funzionano sempre con le generazioni giovani (trasgressione, sesso, rock’n’roll, fare-senza-pensare) ma che di per sé sono tutt’altro che nuovi. Forse non capisco cose intendi per “dire qualcosa”.

  9. 00ferret ha detto:

    Dice quei concetti che tu stai banalizzando (giustamente): sii fico, sii gggiovane, limona le tipe, fai il matto, sii spontaneo, lasciati andare, ecc. Dirai: uh, capirai. Si, beh, almeno loro hanno espresso un concetto, e soprattutto, anche a costo di farsi ridere dietro, come già qui possiamo vedere.

    Cosa che NON ha fatto benetton, che è rimasta a un livello di TAUTOLOGIA, per cui non possiamo né dire: “cosa ha detto”? né “siamo d’accordo”? né “ci ritroviamo in questo target”? Ovvio che le risposte possono essere solo BOH e SI . chi è che non si ritrova in un messaggio di pace o di “la disoccupazione è BRUTTA”? Significa, insomma, nessuna personalità.

  10. luciferasi ha detto:

    Ma la pubblicità non è preposta all’espressione di concetti, è preposta al far notare e ricordare un marchio. Se tu ci dai/togli un valore aggiunto, è una cosa personale tua. Come quelli che vedono i videogiochi violenti e dicono “ma non è educativo!”. Grazie al cazzo, non deve educare, deve divertire, a educare dovrebbero pensarci i tuoi!

  11. 00ferret ha detto:

    “Ma la pubblicità non è preposta all’espressione di concetti, è preposta al far notare e ricordare un marchio”

    Eh bravo lui, ma non è così semplice. La pubblicità complessa, esperta, di qualità, dovrebbe fidelizzarti tramite un’identificazione, e quindi mostrarsi e venderti un’idea, una personalità – vedi RedBull, di cui si parla tanto in questi giorni.

    Ma ammettendo che sia così semplice come tu descrivi, a maggior ragione: cosa mi imprime Benetton, mostrandomi concetti tautologici? Non so se mi spiego.
    Cosa mi dici, dicendomi quello che già so e su cui – a meno che sia un deviato – sono già d’accordo?

  12. luciferasi ha detto:

    Tu tiri in ballo sempre concetti complessi, ma secondo me il problema è più semplice. Ogni pubblicità ha il suo target e sa che alcuni non ne fanno parte. Io non verrò mai fidelizzato dalle pubblicità dei mascellati sulla auto grosse che sfrecciano su strade deserte e su promontori verdeggianti. Gli autori lo sanno che non possono beccare tutti, ma uno share c’è. Di quello share però non faccio parte io. Per me l’auto è una cosa che mi porta da A a B. e non saprei riconoscere una marca dall’altra, giusto quelle che ho usato le so riconoscere e devono essere QUEI modelli. A colpo d’occhio non distinguo un logo Honda da uno Hyundai.

    Però di sicuro altre pubblicità mi fregano. Non sono immune a tutto, farò parte anche io di uno share specifico. Tu non sei toccato minimamente dalla pubblicità della Benetton, come del resto nemmeno io. Io non sono anche minimamente toccato dalla pubblicità della Diesel, visto che l’atteggiamento rock’n’roll de noantri, ovvero dello studente mantenuto da papà che però fa il maledetto e si compra i Diesel, non è mai stato nelle mie corde.

  13. 00ferret ha detto:

    “Ogni pubblicità ha il suo target e sa che alcuni non ne fanno parte”
    Tutto ciò è giustissimo ma mi pare un pò un altro discorso.

    “l’atteggiamento rock’n’roll de noantri, ovvero dello studente mantenuto da papà che però fa il maledetto e si compra i Diesel”
    A parte che “mantenuto da papà l’hai aggiunto tu, ma ok.
    Ripeto, ennesima volta: almeno Diesel qualcosa l’ha comunicato. Qualcosa che ti urta, e qualcosa per cui, al limite, ti identifichi FUORI dal suo target. Capisci? Benetton cosa mi ha detto? Cosa mi dice una pubblicità di due leader che si baciano? Che target cerca?
    Non so se è chiaro il senso del discorso (perché sembra di no).

  14. 00ferret ha detto:

    che poi magari se iniziamo a scrivere in corsivo coi comandini è più carino…

  15. luciferasi ha detto:

    Due leader che si baciano non “dice” niente, ma io me la ricordo ancora. Quella Diesel me la sarò dimenticata fra due mesi. Continui a dire che è un altro discorso, ma a me sembra invece proprio il succo…

  16. 00ferret ha detto:

    te la ricordi ancora si, è un’iconografia NON di Benetton. E quando venne fuori, diceva qualcosa eccome. E’ Benetton, decontestualizzandola per proprio abietti fini commerciali, che la snatura e le fa perdere senso.

  17. luciferasi ha detto:

    Ma anche l’iconografia rock’n’roll non l’ha inventata la Diesel. Sono foto originali (intese come realizzate appositamente), ok, ma per me la cosa finisce lì.

  18. 00ferret ha detto:

    una è reinterpretata, l’altra è copiancollata

  19. luciferasi ha detto:

    A parte che per me non c’è nulla di reinterpretato, c’è molta maniera, bei giovani e belle giovani che fanno cose vagamente rock’n’roll. Roba substandard per me. Ma anche se fosse, torniamo al punto di prima. Richiedi a un prodotto un valore che non deve necessariamente avere.

  20. 00ferret ha detto:

    Richiedi a un prodotto un valore che non deve necessariamente avere.
    Sto considerando “prodotto” l’advertising, non il golf. E se la creatività non è un valore necessario per una campagna pubblicitaria, davvero non so cosa è necessario allora.

    (Inoltre: non concentriamoci su Diesel: quello è un esempio che ho portato io (così come Levi’s), la lente è su Benetton)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: