Wann fahren wir nach Berlin??

Allora, questo è un post totalmente in controtendenza e probabilmente non sarete d’accordo, il che è esattamente la ragione per il quale lo scrivo, ma lo scrivo in buona fede.
Sono sicuro che, dopo, vi starò un po’ più antipatico.

Chi mi conosce sapeva già che questo post sarebbe arrivato, e sa già com’è la questione: è Berlino.
Vi sarà certamente capitato di parlare con vostri amici che sono stati a Londra, Parigi, Amsterdam, Stoccolma, salcazzo. Ovviamente, qualcuno avrà gradito una o più di queste, ma non tutte allo stesso modo. Nessuna città può piacere a tutti, proprio come una donna.
Ah no, ma aspettate. C’è, invece, una città che piace a tutti: è Berlino.

Non ero mai stato a Berlino prima di Febbraio 2011, ed ero molto curioso di visitarla perché, incredibilmente, TUTTI quelli che conosco che ci sono stati, ne sono entusiasti.
Che strano, mi dicevo. A qualcuno non piace Parigi; qualcuno addirittura sostiene che New York non sia affascinante; Londra, idem. C’è persino gente a cui non piace Venezia. Eppure Berlino sembra riscuotere successo unanime. Di più: persone diversissime fra loro, che non si sopporterebbero se dovessero fare un viaggio Milano-Lodi in treno, riconoscono e condividono all’unisono questa ammirazione per Berlino.

Finché ci vado io e, ehi gente, what the fuck? Si, carino, ma tutto qua?

A questo punto, quattro premesse d’obbligo:

1)    Sono andato a Berlino con due amici che, come da copione, hanno confermato questo grottesco ed inquietante trend: erano molto effervescenti all’idea di andarci (uno c’era già stato) e ne sono tornati completamente stregati (ah, città così non ce n’è);

2)    Il post è un po’ serio un po’ per ridere (ma più serio), quindi a volte faccio lo scemo, ma sia chiaro come il sole che Berlino è ASSOLUTAMENTE una città imprescindibile, che va vista, e dove tornerò sicuramente; il mio è un discorso un po’ in controluce, se vogliamo dire così;

3)    Chiaro che de gustibus eccetera, ma fino a un certo punto. Cioè non mi potete dire, alla fine, “eh, ma son gusti”. Primo, le metropoli / città si misurano con indicatori precisi (anche), e secondo, appunto non tutto è solo oggettivo, un terreno comune dobbiamo trovarlo. Non mi potete dire “Parigi fa cagare”, oppure (citazione vera) “Spezia è il più bel golfo d’Europa”, sennò, vabbeh, o smetto di scrivere io, o smettete di leggere voi e andate da uno bravo a farvi vedere.

4)    La butto là,come punto di partenza: in un mondo dove TUTTO è oggetto di gusto, di discussione, dove su nulla non si è mai tutti d’accordo, vedi gusti sessuali, musicali, culturali, culinari, ecc, ammetterete che è perlomeno STRANO che tutti quelli che conosco dicano la stessa cosa. Tutti, dico TUTTI. Il concetto base del post non è allora polemizzare (amici come prima eh, io vado dove mi pare, voi andate dove vi pare) ma, davvero, capire un fatto curioso.

Quindi la domanda è: che ha Berlino, alla fine, che vi fa dire “OMG troppo bello”, soprattutto se confrontata con città più belle, grandi, cosmopolite? Aiutatemi a capire.
Mi farebbe piacere se usaste i commenti alla fine per descrivere la vostra esperienza e/o la vostra opinione.

*** A Berlino c’è la storia

Vero. La storia di Berlino è il simbolo della guerra fredda, e la città è un unicum che non ha paragoni. La guerra, Berlino Est, il muro, l’edilizia comunista, riassumono e sono un simbolo del 900. Ma sappiamo che una città si porta dietro la storia di secoli prima, se non millenni. A livello sociale, a livello di cultura, nel senso di cosa accadeva quando la facevano. Roma parla da sé. Milano (come molte altre) è oggi così perché un tempo era una città con al centro il suo Duomo, e si vede ancora oggi, ed è così ancora oggi. Londra si porta dietro i profumi delle spezie del suo impero.  Parigi mostra la sua grandezza e la potenza dei suoi re. E a fine 700 c’era la rivoluzione francese. A Londra, poco dopo, la rivoluzione industriale. A Berlino, boh. La storia tedesca del diciottesimo e diciannovesimo secolo, grosso modo, tra Napoleone e la rivoluzione industriale appunto, è la storia di altri – e questo è evidente, guardando la città. Il contributo tedesco nel ventesimo secolo sappiamo tutti qual è, ma storicamente parliamo di ieri. Il fatto che la città sia stata rasa al suolo in buona parte durante la guerra, tra l’altro, ha delle conseguenze che vediamo più avanti.
Tutto questo per dire che, certamente ricca di storia, non mi sembra che Berlino abbia una connotazione storica moderna così potente, meglio: più potente di altre città europee (e.g. Londra, Parigi, ma anche Madrid, Amsterdam). Anzi.

*** Berlino è grande

La butto là proprio per dirle tutte, ma nessuno si sognerebbe di dirlo, specie in relazione alla popolazione, alla rete metropolitana e alle dimensioni urbane di agglomerati come Londra, che è stata la città più grande del mondo fra il 1831 e il 1925, che ha la metropolitana più antica del mondo (e seconda per dimensioni solo a quella di Shangai), e che ha l’aeroporto più trafficato del mondo.

*** Berlino è la città del futuro ed è qui che oggi gira il business

Sicuramente l’economia tedesca è molto forte, la più forte in Europa, e la sua industria innova a un passo impressionante.
Resta il fatto che nella città, le 20 aziende più grandi sono perlopiù aziende tedesche: Siemens, Deutsche Bahn, Deutsche Bank, Charité, BVG, Dussman & Piepenbrock Group, Daimler, BMW, Bayer, Berlin Chemie, Air Berlin.

Londra è una delle piazze di borsa più importanti dopo NY e Tokyo, e ospita gli headquarter di oltre 100 delle 500 maggiori corporations europee, così come il 75% delle Fortune 500.

*** A Berlino c’è la cultura

Eccome se c’è. Facciamo un gioco: ditemi tutti i musei che vi vengono in mente in 10 secondi.

Com’è andata?
I più furbi tireranno fuori il Pergamon, o il museo d’arte contemporanea – che, ricordo, è fra i più imbarazzanti mai visti, basti pensare a quanto sia più avanti quello di Monaco, per restare in Germania – o il Jewish Museum, perché ehi, chi meglio dei tedeschi ha le conoscenze per organizzare un jewish museum… ?
Quelli ancora più astuti diranno: ehi, a Berlino ci sono 153 musei! (A Londra ce ne sono quasi il doppio). Certo che ci sono. Sta di fatto che il “senso comune” medio fa fatica a ricordarli e citarli, ma è prontissimo a giudizi briosi e entusiastici a ruota libera.

British Museum e Louvre? Uh che palle, i soliti nomi, non fanno più notizia, non sono trendy (vedi ultimo paragrafo).

Un aneddoto, che riprenderò alla fine, e che rende l’idea: uno dei miei amici con cui ero lì, continuava a ripetere fino alla nausea che a Berlino c’è il fervore culturale, e che TUTTI quelli che contano (arte, musica, teatro) “vengono a produrre QUI”. Chiestogli di fare un nome, rispondeva “ah boh, non saprei, ma si sa, è così”.
Questo giudizio di senso comune (si sa, è così) la dice lunga.

*** A Berlino ci sono i monumenti e l’architettura cool

Ecco, qui entriamo nel vivo. Dopotutto, i punti precedenti erano un po’ freddi, noiosi, d’altronde molti non vanno a visitare una città per i suoi musei, e preferiscono un’esperienza estetica, architettonica, di passeggio.
Ed è proprio per l’aspetto di com’è la città che diciamo quella mi piace, quella no, quella l’adoro, quella mi è indifferente.
Proprio qui, a mio parere, e per come l’ho vissuta io, emerge la vera frattura fra Berlino e le sue sorelle.

Come monumenti, anche qui, i soliti nomi; quanti, cinque, prima di esaurirli a memoria? Ma non è tanto questo, è che sono la brutta copia delle controparti europee. Girare per Berlino non dà assolutamente quel respiro di spazi che invece si mostra in città dove si va veramente all’indietro nel tempo, e uno strato si aggiunge all’altro, secolo dopo secolo.

Le prospettive, gli spazi, le lunghezze, la cura, sono incomparabili. Un parco inglese. Un asse Place de la Concorde – Champs Elysées –  arco di trionfo –  Grande Arche (prende 7 km). Le piazze e i ponti di Parigi. Il lungo Tamigi. Dov’è tutto ciò a Berlino? Mi direte “non mi interessa”.

E’ una città ricostruita, e ricostruita in modo schematico (tedesco), con spazi gradevoli, nessuno lo nega, con strade grandi, parcheggi comodi (per le belle macchine tedesche), spazi razionali, edifici nuovi, bellissimi, di cristallo e metallo.

Chiese del 400? Forse a voi non interessano.
Prospettive infinite chilometriche (che vuol dire una città pensata per creare dinamismo, prospettiva, grandezza)? Non vi interessano.
Borghi antichi? Montmartre? Il Marais? Quartiere Latino? No.
Monumenti spettacolari? Non son più di moda.
Qualcosa come i docks? I canali di Amsterdam? Le calle di Madrid? Non vi interessano.

Ok. Ma cosa vi resta?

*** Berlino è una città cosmopolita.

Si. Anche Milano lo è. Berlino è una “grande città” che, per le sue dimensioni, necessariamente ospita gente da tutto il mondo (falso, è un modo di dire). Forte immigrazione turca, perlopiù da storia recente, e soprattutto per ragioni di necessità di manodopera per la forte industria tedesca.
L’82% della popolazione di Berlino è europea, seguita da un 9% dal Medio Oriente (di questi, 5,5% è componente turca). Seguono 3% Asia, 2% Afro-German, 2% misto, 2% “altro”.

Londra, per confronto, ha accolto gruppi sociali per secoli, invece, da tutto il suo impero, dando origine a una società davvero mista, davvero integrata, davvero globale.
Della popolazione di Londra, solo il 59,5% è “white British”. Nelle scuole di Londra, i bambini neri/asiatici superano i bambini “bianchi e inglesi” di 6 a 4.
A Londra si parlano più di 300 lingue e ci sono più di 50 comunità non indigene con più di 10.000 membri.

La sostanza dei fatti è che Berlino somiglia a Milano, e Londra a New York. A Berlino se vai nei negozi e negli uffici trovi i tedeschi, per intenderci. E poi i turchi al kebab.

*** Berlino è alternativa, e ci sono i locali trendy

Questa è una delle risposte più frequenti, quando parlo con le persone. Anche se fosse, mi verrebbe da dire SO WHAT?
La mia esperienza a Berlino sotto questo punto di vista è stata deludente – locali dipinti come alternativi con la musica elettronica e gli hipster appesi anche ai lampadari. Soprattutto, alle 2, 3 tutto chiuso. Abbiamo girato tanto, e abbiamo chiesto ad amici o amici di amici che stavano lì o ci erano stati. Ma probabilmente, scemi noi.
Ci saranno sicuro, i locali underground di tendenza.

Hm. E perché, è una prerogativa di Berlino? Ma di cosa stiamo parlando?
Sono stato a Cracovia (figuriamoci), e c’erano locali belli dove abbiamo ballato fino al mattino.
Sono stato a Tel Aviv, dove lì si, è tutto diverso, i locali, la musica,  i modi di frequentarli, le relazioni sociali e uomo/donna, i personaggi.
Amsterdam, la conosciamo.

A fronte di cosa, esattamente, ci ostiniamo a ripetere che Berlino è una cosa a parte?

*** A Berlino (non) c’è l’atmosfera

Qui la devo mettere in negativo, perché un’altra caratteristica di Berlino è quella, secondo me, di essere totalmente neutra, asettica, inodore, teutonica.

Tutte le altre città, o quasi, hanno simboli, suggestioni, connotazioni, stereotipi anche.
La gente ci va esattamente perché ti vendono un clima, uno stato d’animo, un modo di essere.

Le cabine rosse, l’umido e la nebbia in un parco inglese, i localini di Soho e l’odore di curry, Londra sotto Natale.
L’odore di baguette, la malinconia e l’eleganza di Place Vendome, l’antichità e il gotico delle cattedrali, le viuzze del quartiere latino.
Il casino, il caldo, i fiumi di gente, il sole e i parchi, le notti a bere cerveza e mangiare tapas per strada, di locale in locale.

Berlino è un cantiere per costruire strade larghe e palazzi affilati, per far vedere che gli riesce bene. Fanno le aree verdi perché si sa, oggi usa, e vi facciamo vedere che lo sappiamo fare meglio. Fanno la torre della TV perché guarda che alta, che è. Business district? Pronti là, chiamiamo Renzo Piano et voilà, guarda che linee.

Diteci cosa fare, noi lo facciamo prima e meglio. Come una Golf.

*** Metrò? Nein, U-BAHN.

A Milano, se lo avete frequentato, avrete sentito i milanesi parlare della loro metrò.
In tutto il mondo conoscono the tube, al punto che è celeberrima la scritta

tanto che da giovani tornavamo con il souvenir.
A Parigi, di nuovo, la métro, indicata nei caratteristici cartelli verdi un po’ gotici.

Ma ecco loro, i tedeschi, per i quali, come sempre, la metro è un coso con i vagoni gialli, che sposta gente da A a B, e stop. Giustamente: cazzo dev’essere? E’ solo un treno.

Si chiama U-Bahn.

*** Di cosa stiamo parlando?

Berlino insegue l’urbanistica e l’eleganza di una Parigi, ma non può raggiungerla.
Cos’altro è, se non questo, la colonna della Vittoria con i suoi richiami d’oro, al centro di una rotonda che per dimensioni sembra la rotonda per entrare a Lodi vecchia, o la modestia della Porta di Brandeburgo?

Berlino scimmiotta la grandezza e il globalismo di Londra, ma non ne ha i presupposti.

Si fa (pardon, la fate) passare per capitale alternativa e innovativa, ma quanto è più innovativo l’est Europa nella sua rinascita, tanto per dirne una, senza che nessuno se lo caghi?
Pensiamo alla ex Jugoslavia. Sarajevo.

Eppure, se prendiamo un campione di n persone, n/3 si spartiranno le città A, B, C. Ma n vi dirà “ahhh, Berlino, posto fantastico, ci andrei a vivere domani, mi dicono in molti.

Questo perché il senso comune collettivo (voialtri), attribuisce valore e differenze di percezione.

*** Sensazioni sensazionali e atmosfera atmosferica

Ma veniamo alle conclusioni. Siccome vi conosco, cari i miei turisti del menga, so che sarete tutti lì a dire eh ma che palle, questo (GIUSTO), non conta quanto è grande, non conta cosa c’è, non conta se ha più o meno musei o monumenti, non conta se è tutto nuovo, non conta un cazzo, fondamentalmente – conta la mia esperienza e la mia sensazione.

Due repliche:

1.  beh, ok, quindi? Perché? Cosa? Sennò qui facciamo come i bambini quando rispondono “perché no” o “perché si”.

Se tutto quello che trovate a Berlino lo pot(r)e(s)te trovate meglio altrove, cosa esattamente vi conquista?

(fa eccezione tutta la fortissima e notevole connotazione guerra fredda di Berlino, che è solo a Berlino, ed è il suo tratto distintivo. Peccato che solo una persona fra tutte mi abbia mai detto “mi piace Berlino” per questo motivo).

No davvero, non è una domanda retorica, parliamone, commentate di sotto.

2. capitemi bene: il punto non è che a tutti piaccia Berlino – piace anche a me! – che, fondamentalmente, sono cazzi vostri.

Il discorso è tutto nel paragone – questo si, curioso.
Tutto ok finché mi dite “wow bello Berlino”.
Non molto ok (nel senso ok uguale, ma dico come coerenza e liceità del discorso) quando qualcuno se ne esce con “mah, Manhattan niente di che, non mi è mica molto piaciuta, invece Berlino… figaaa” (cit. reale).

Cioè, RAGA, non vi si può sentire eh.

*** E’ la moda, bellezza

Quello che io penso del boom di Berlino è che Berlino rappresenta oggi quello che Londra rappresentava diciamo 15 anni fa (per quelli della mia generazione) e ancora prima (per quelli delle generazioni prima): un fatto di moda.

Allora faceva figo andare a lavorare a Londra, che faceva così punk.
Oggi fa cool Berlino, anche e soprattutto perché, ormai, forse i grandi classici ci sono venuti a noia.
Niente di più, niente di meno.
Quando ero alle superiori io i giovani andavano a Londra. Quelli di oggi vanno a Berlino.

Questo è sicuramente vero per alcuni, meno per altri, che però subiscono anche loro l’effetto del meme e del mantra di massa: “Berlino è favolosa!” A forza di sentirlo, ci credi. Si è poi condizionati nel giudizio.

Ancora, per quanto marginale e a prima vista campato in aria: mediamente, molti di noi sono già stati a Londra e Parigi, tipicamente in gita scolastica. Ovvero, ci ha portato là la scuola (per definizione l’autorità, la noia).
Io, invece, non ero mai stato a Berlino fino a poco fa, perché ci sono andato di mio. Voi scommetto anche, vero? Avete scelto voi di andarci, non vi ci hanno portato.

Berlino seduce con una componente anarchica, in contrasto con modelli stantii, borghesi (la solita gita a Parigi).

Berlino è quello che abbiamo scelto noi, non che qualcuno ha scelto per noi.
Il paradosso è dato proprio dal fatto che vi hanno portato in gita a Parigi per dei motivi precisi, vedi i punti sopra. Il che ci riporta all’inizio del discorso.

Anni fa, probabilmente sarà sfuggito a molti, Lonely Planet usciva con una scottante bocciatura di Londra.
Quale migliore e più definitiva conferma di un trend di moda esattamente simile a quella delle borse o scarpe che ogni primavera subiscono i diktat del colore che “andrà”?
Fatemi capire: Londra è la città più visitata al mondo, e la Lonely Planet cosa dice? Che è cara (vero), che piove sempre e che c’è la colazione pesante?

Questi sono gli argomenti?
A Londra piove, e c’è la colazione pesante?

E’ chiaro che non è una cosa da prendere seriamente, no?
E’ un trend, va così, si dice così.

Epperò, Lonely Planet se ne esce con questo giudizio, che comunque (a parte lo zoccolo duro che non va nemmeno a pisciare senza la lonely planet) ha una sua risonanza.

Corrisponde, a livello di editoria, a una scelta di assecondamento del gusto corrente, così come a un aperitivo, sentendoci a nostro agio e ben allineati, tra un negroni e un’oliva, scuotendo la testa in cenno di assenso, proclameremmo anche noi, come la moretta interessante…. “Uhhh si. Berlino, è lì che c’è il fermento culturale, oggi”.

Infatti io (che a quell’aperitivo sono quello che ha bevuto un negroni di più) non sono mai d’accordo, e finisce sempre che alla fine la gente dice “ma quello, che tipo strano”.

Ma sapete che vi dico? Avete ragione voi, avete.
Prossimo happy hour sarò quello a fianco a voi, che vi darà corda. Che vi darà ragione. Che confermerà che si, wow, veramente figa Berlino.

Perché?
Mah. Così. A pelle.

Un Cosmopolitan!

Avrei ordinato un drink inventato a Berlino.
Ma sfortunatamente…. indovinate un po’?

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25 thoughts on “Wann fahren wir nach Berlin??

  1. Generale luke ha detto:

    Sapevo che sarebbe stato un blog pieno di invettiva e acredine, ma giuro, con quello che ho letto mi dai una idea di guerra cervantesca e romantic. Il tuo genere. Pero a me piace. Non perche mi piace trovare il consenso. Mi piace perche avevo aspettative basse, come direbbe alessia, mi piace perche ho dei bei ricordi. Mi piace perche la gente e easy e carina. Mi piace perche, vedi lonely planet, trovane di capitali nell occidente evoluto che costano cosi poco e x tanto sono ok per i giovani. Ho smesso da anni, con tuo sommo orrore, di andare a vedere le citta x la cultura, x il sentimento. Ci vado per conoscere persone. E vedere i diversi punti di vista. Ich lieben berlin

  2. 00ferret ha detto:

    “Sapevo che sarebbe stato un blog pieno di invettiva e acredine, ma giuro, con quello che ho letto mi dai una idea di guerra cervantesca e romantic” e che vuol dire? troppo cinico? non abbastanza^

    ” Mi piace perche la gente e easy e carina” – ecco. ecco il genere di risposte per cui ho scritto tutto il post. Non ha molto senso dire che lì la gente è carina e altrove no. Lì la gente non è carina, lì c’è di tutto, come ovunque. O vuoi sostenere che nelle altre città sono stronzi, o quantomeno, non sono easy?

    “trovane di capitali nell occidente evoluto che costano cosi poco e x tanto sono ok per i giovani” – ma io non ho detto che debba essere cheap, primo. Montecarlo non è economica, ma è UNICA. C’è solo lei così.
    E due, ma perché, Berlino, per una vacanza media, è molto più economica di altre città europee? Ma assolutamente no.

    “Ci vado per conoscere persone” – perché, altrove non è possibile farlo?

    “E vedere i diversi punti di vista” . fantastico. davvero fantastico. Quali? Quelli dei pub bavaresi con tutti tedeschi a bere birra e guardare la partita? Quelli dei locali con tutti tedeschi tranne due tipe svedesi guardate come bestie rare? Quelli di gente vestita uguale (male, da artista trasandato mitteleuropeo del cazzo che fa tanto bohemienne) che beve SOLO birra? Perché io ho visto questo.

    Boh. Io a Sofia ero in hotel (il piu bello, barocco, e arrogante mai visto) e c’erano i mafiosi con le guardie del corpo fuori dalla camera e la pistola sul tavolo, i suv oscurati e la mancanza di rispetto verso l’altra gente. Questo si, nel suo piccolo, è un punto di vista diverso.

    La mia risposta sarebbe stata piu articolata, ma l’ho tagliata per non disperdere il senso.

  3. 00ferret ha detto:

    commento di un amico pro-Berlino, poco fa, su skype: ” Cmq, prima o poi devo tornarci a Londra per eliminare il ricordo gita”

    Beh,. che dire. Dovevo fare il sociologo.

  4. Giorgio ha detto:

    Ho in mente il commento da quando sono uscito dall’ufficio, adesso mi metto comodo e lo elaboro (è lungo) prima però permettimi un’osservazione sul blog: i commenti in alto a sinistra NUN SE POSSONO VEDE’, sono arrivato alla fine, e ho pensato “vediamo se qualcuno ha già detto qualcosa che volevo dire io… Vediamo… Uhm, strano che non ci siano commenti, eppure è un argomento interessante…”

    Poi scorrendo più in basso ho visto lo spazio dei commenti del post precedente, a sinistra. Oh, intendiamoci, io apprezzo fare l’opposto di quello che di solito si fa, ma non quando le cose poi diventao SCOMODE! Cioè, al piede sinistro metto la scarpa sinistra e al destro metto la destra.

    Dai, fai il bravo e mettili sotto.

  5. Giorgio ha detto:

    Eccomi con il commento vero e proprio. Vorrei poter dire “sarò breve”, ma non è così. Sarò lungo, verboso e barboso.

    Dividerò il discorso in quattro punti. Tre generici e uno personale:

    PUNTO UNO.
    Credo sia necessario capire che la maggior parte delle persone che dicono “amo questa o quella città”, ci è stato in vacanza. Quando visiti un posto da turista, è più facile averne un bel ricordo, se non tu non sia uno di quelli sfigati duri che vengono rapinati dopo il gate dell’aeroporto o appena arrivati in centro.
    Standoci da turista, sarai, spesso inconsapevolmente, al riparo dagli eventuali problemi che puoi sperimentare vivendoci e che il cosiddetto “culture shock” porta quasi sempre. Faccio un piccolo esempio, ho vissuto un anno e mezzo a Liverpool, lavorando per la SONY. Un bel giorno vado nel videonoleggio sotto casa, per farmi una tessera e poter vedere qualche film. Bene, come alcuni di voi sapranno, nel Regno Unito la carta d’identità non è obbligatoria. Non solo, i britannici la vedono con sospetto, un’intrusione del governo nella loro privacy. Ovvio quindi, che l’irsuto commesso non considerasse “valida” la mia. Secondo lui, per noleggiare DVD, avrei dovuto fornire:

    1. Copia del contratto d’affitto della casa.
    2. Copia del contratto bancario.
    3. Copia del contratto di lavoro.

    In UK funziona così. Per aprire il conto in banca, e poter quindi affittare l’appartamento, pur essendomi spostato in UK proprio perché assunto dalla SONY, dovetti far mandare da mio padre delle garanzie via fax. Umiliante. Ma il commesso non voleva sentir ragioni. Perché per aprire un conto in banca, serve un domicilio locale O delle garanzie. Quando gli ho chiesto “Excuse me, how can I rent an apartment if I need a bank account, when to start a bank account I do need an apartment?” La risposta è stata “I know. It’s tricky situation!” e un sorriso.
    Questo è stato il mio culture shock. Ovviamente non lo avevo mai avuto prima di TRASFERIRMI in Inghilterra. Il turismo ti salva da tutto questo. Il turismo ti coccola.

    PUNTO SECONDO.
    Ogni città, per gli stranieri, ha un suo aspetto tipico, principale, da export, che di solito oscura gli altri. Solitamente è quello che viene evidenziato nei film.

    ROMA, per esempio, ha l’aspetto architettonico antico. I monumenti, il Colosseo, la sua storia. Uno pensa a Roma e di primo acchito pensa a questo, non alla vita notturna, all’industria o all’architettura moderna. Nei film (parlo di film moderni), Roma è soleggiata, spensierata, ariosa. La dolce vita.
    PARIGI ha come impatto il romanticismo. Uno pensa a Parigi e pensa ai pittoreschi vicoli di Montmartre, ai caffè, alla letteratura. Nei film Parigi è elegante, fine, borghese, romantica.
    NEW YORK, pensi ai grattacieli, alla vita notturna e alla multiculturalità. Non penso alla storia della città, non le è richiesto, non importa che sia stata una colonia olandese. Nei film New York è vivace, caotica, sempre in movimento. La città che non dorme mai.
    BERLINO non fa eccezione. Berlino è la città della malinconia. E’ una città dove, almeno per metà, la libertà è storia recente. Nei film Berlino è grigia, severa, un po’ paranoica. La città della disperazione di Christiana F. e del suo Zoo. Sembrerebbe uno schifo ma malinconia e grigiore possono affascinare quanto il sole e il romanticismo (il successo dei Cure credo ne sia un esempio), e come hai detto tu stesso, l’atmosfera da spy story di Berlino non lascia certo indifferenti.

    PUNTO TERZO
    Berlino è una città sfortunata, e come tale va giudicata. Una situazione sociale come quella che c’è stata fino all’89 non si elimina subito. Gli strascichi ci sono ancora adesso. Un amico ci ha vissuto un anno e ha trovato ancora, anche tra i giovani, la paura del regime. A una persona sopra i trent’anni, cresciuta nell’ex parte Est, non puoi chiedere con leggerezza “dove abiti?”. Perché lo vuoi sapere? La Stasi non c’è più, ma la sua presenza si sente ancora. Ma nelle volte che ci sono stato ho percepito, sotto la malinconia, una voglia di rinascere fortissima. Che forse si è già spenta o affievolita, ma che ho sentito. Questo l’ho sentito anche in altre città dell’ex blocco Sovietico. Ho la fortuna di avere dei genitori attenti, e nell’inverno del 1989, poche settimane dopo il crollo del muro e all’apice della Rivoluzione di Velluto praghese, decisero di visitare quei posti, portandomi con me. Abbiamo passato il capodanno a Praga, parcheggiando il camper in piazza San Venceslao (allora era possibile tutto!) in mezzo a una gioia comune di cui non ho ricordi eguali. Avevo solo tredici anni, ma mi colpì ugualmente. La gente bussava semplicemente per brindare con noi e abbracciarci, senza nemmeno chiederci di dove fossimo.

    PUNTO QUARTO – Quello personale.
    Perché A ME PIACE Berlino? Perché come molti luoghi che hanno visto una repressione culturale, sacche alternative sono nate pressoché spontaneamente. Il punk inglese, nato sotto l’oppressione economico/sociale della Tatcher era uno sfogo dei giovani che non vedevano il proprio futuro. Contemporaneamente alla new wave inglese, anche Berlino aveva la sua nuova ondata, chiamata infatti Neue Deutsche Welle. Nina Hagen, le Malaria!, i più celebri D.A.F. e le meno conosciute Xmal Deutschland, per non parlare degli Einstürzende Neubauten, tra i miei gruppi preferiti in assoluto. Dove la new wave inglese era sempre permeata del classico British humour, quella tedesca era geometrica, ruvida e cantata rigorosamente in tedesco.
    David Bowie concepì in questa città, insieme a Brian Eno, la cosiddetta “trilogia berlinese”, tre album concepiti (non tutti registrati) proprio lì: Low, Heroes e Lodger. La lezione dei Neu! e dei Kraftwerk si sente tutta. Già perché prima della Neue Deutsche Welle, dieci anni prima a Berlino era nato il Krautrock. Insomma, non avrà il Foro Imperiale e l’Arco di Trionfo, ma per gli appassionati di musica che va oltre a quello che passa la radio, Berlino è stata una città importantissima. Forse ora non lo è più, ma se consideriamo solo il presente, pure Roma non è che sia ancora la capitale dell’Impero, ma fama e atmosfera rimangono.

    Concludo qui. Segnalo solo qua e là punti in cui hai usato due pesi e due misure. In un commento nomini con sarcasmo “i pub bavaresi con tutti tedeschi a bere birra e guardare la partita”. Hai scelto forse l’unico esempio per cui si può fare un parallelo pressoché identico con Londra. Nei pub inglesi al 90% trovi solo autoctoni, specie quando c’è da bere birra e guardare la partita.
    Per quanto riguarda il fatto che negli uffici a Berlino trovi tedeschi e a Londra stranieri, deriva anche dal fatto che ormai l’inglese si impara quasi normalmente a scuola, il tedesco no. Io potrei già oggi trasferirmi a Londra e “funzionare”. A Berlino no. Non sottovalutare la barriera linguistica.

    Non sembrava arrivasse mai, ma ecco la fine.
    Non ho intenzione di aprire Word e fare lo spellcheck. O la va o la spacca.

    P.S. Berlino costa poco.

  6. 00ferret ha detto:

    Ahah, OH! Finalmente un pò di pollaio e arroganza.

    Dunque. Del primo commento non ho capito una merda, tipo “commenti a destra”: Ci sono SOLO commenti a destra, oppure la cosa delle scarpe (??), brrrr. 🙂

    Per quanto riguarda il secondo, beh, intanto grazie per il tempo che ci hai dedicato. Qualche commento:

    ” Il turismo ti coccola”
    ah si, chiaro (quello che dici è giustissimo, mi riferisco a sensazioni di vacanza, non di soggiorni lunghi). Ma mi sembra che coccoli IN MODI DIVERSI. Dire che il turismo coccola, non spiega la enorme differenza di giudizio di cui parlavo. Proprio perché “il turismo” è concetto generico.

    “Berlino è la città della malinconia (…) Sembrerebbe uno schifo ma malinconia e grigiore possono affascinare quanto il sole e il romanticismo”
    ah ma assolutamente che malinconia e grigiore affascinano, siamo d’accordo. Non sono molto d’accordo sul fatto che Berlino emani malinconia e grigiore. Cioè, malinconia si, ma in un senso *mediato* dalla sua storia. Non lì, oggi. Anzi. Proprio perché la vedo coinvolta in questa narrazione collettiva della “rinascita”. Berlino se la tira, e molto, altro che malinconia. Lo so Giorgio, ti sembreranno parole volgari queste, ma l’ho vissuta così.

    “Berlino è una città sfortunata, e come tale va giudicata. Una situazione sociale come quella che c’è stata fino all’89 non si elimina subito”
    Eh ma qui ci dobbiamo decidere: o è la città più figa, o non lo è PROPRIO A CAUSA DELLA SUA STORIA. Capisci cosa intendo? Delle due l’una. La tua osservazione ha un senso solo DOPO che siamo tutti d’accordo su: “Gran potenziale Berlino, purtroppo è un pò offuscata da capitali come PArigi e Londra per motivo x, y, z”.
    Non mi sembra sia così. Anzi. Il contrario.

    “Insomma, non avrà il Foro Imperiale e l’Arco di Trionfo, ma per gli appassionati di musica che va oltre a quello che passa la radio, Berlino è stata una città importantissima”
    Non fa una piega. Grazie per essere l’UNICO che mi ha risposto con un concetto oggettivo, semplice, “a-tomico”.

    Il mio discorso era però sul senso comune che avvolge Berlino: certo che TU la apprezzi per quello. Anche un paio di amici so che la apprezzano per una certa estetica tutta particolare.
    Sono elementi personali, profondi, complessi.
    Io mi riferivo a un altro aspetto.

    Il mio discorso era anche sul giudizio comparativo (Londra ecchessaràmai; Parigi? H, noiosa; Berlino? Favolosa!).

    Spero di aver risposto.
    D’accordone su quanto hai scritto, eh, comunque.
    So che mi darai soddisfazione rilanciando 🙂

  7. luciferasi ha detto:

    Sì, Berlino ha un fascino mediato dalla sua storia, ma se vogliamo questo è un vantaggio, perché è storia recente, quindi in qualche modo ancora “percepibile”. Voglio dire, anche Roma ha un fascino mediato dalla sua storia, ma si parla di secoli fa. Se vai lì adesso mica respiri l’atmosfera S.P.Q.R. Senti parlare in romanesco, mica in latino, la gente non ha le toghe e, per fortuna, non ti mettono il garum sui carciofi alla giudia.

    Penso che, alla fine, sia molto difficile fare discorsi “oggettivi” sulle città, perché sono entità fatte da troppi aspetti diversi, per altro alcuni oggettivi, ma molti altri no. Per dire, molti trovano il multiculturalismo un bene, altri un male. Poi le città vanno vissute un po’, devi dar loro tempo di mostrarti i loro aspetti. Quanta gente conosci che ha come sport preferito sputare addosso a Milano? Tu sei andato a Berlino e non hai avuto esperienze positive, ma ammetterei che sarebbe potuto succedere ovunque. Alle 2-3 tutto chiuso. Ok, a Londra i pub, come in tutto il Regno Unito, smettono di servire alcol alle 23:00 e tantissimi altri posti chiudono alle 02:00 e non più tardi. Questione di licenza. Quindi magari sei stato sfigato.

    Io non dico che Berlino ti debba piacere per forza. Ci mancherebbe. Ma pur essendo assolutamente d’accordo che è una città diventata di moda come lo era Londra, sono anche convinto che pochi giorni e un’esperienza negativa coi locali possano difficilmente dare un’idea di una città, specialmente se eri, come penso tu fossi, un po’ prevenuto proprio per il discorso della moda.

    Mi interessa però, analizzare alcuni dei tuoi punti.

    “E’ una città ricostruita, e ricostruita in modo schematico (tedesco), con spazi gradevoli, nessuno lo nega, con strade grandi, parcheggi comodi (per le belle macchine tedesche), spazi razionali, edifici nuovi, bellissimi, di cristallo e metallo.”

    Chiese del 400? Forse a voi non interessano.
    – Non è che non mi interessano, è che se voglio vedere chiese del ‘400 non vado a Berlino, vado a Firenze o in altre città simbolo del Rinascimento. A Berlino vado per vedere altro, magari l’architettura Bauhaus. Voglio dire, non è necessario che ci sia TUTTO in una città. Sminuiresti Milano o Roma perché non hanno grattacieli americani? Però se proprio non ne posso fare a meno, c’è la Marienkirche (fine del XII secolo), la St. Nikolai-Kirche (prima metà del XIII secolo), la Jesuskirche (XIV secolo), la Parochialkirche, costruita a cavallo tra il XVI e il XVIII secolo. Niente a che vedere con le chiese italiane, ma del resto il rinascimento è stato lì. L’importante è capire i motivi.

    “Prospettive infinite chilometriche (che vuol dire una città pensata per creare dinamismo, prospettiva, grandezza)? Non vi interessano.”
    – Magari mi interessano. A Roma ci sono? Il Tridente? Via del Corso? A Milano quale sarebbe la strada così, corso Buenos Aires?

    “Borghi antichi? Montmartre? Il Marais? Quartiere Latino? No.”
    Qui non capisco. Non è che ogni città deve avere la “variante locale” di quello che ha quell’altra città. Allora se la mettiamo così Milano non ha un fiume. Non ha un Tevere, non una una Senna, non ha un Danubio e nemmeno una Sprea. Ha i navigli, che però non sono la stessa cosa. A Berlino non c’è il quartiere latino (credo), ma c’è il quatiere turco (Kreuzberg). Va bene? O dev’essere per forza latino? Londra non ha i sette colli, Roma ha solo due misere line di metropolitana (lo so, bla bla, catacombe, bla bla, rovine ma anche TANTO ITALIA, se vogliamo) e così via.

    “Monumenti spettacolari? Non son più di moda. Qualcosa come i docks? I canali di Amsterdam? Le calle di Madrid? Non vi interessano.”
    Dipende anche cosa per te è spettacolare. Il Reichstag a me piace. Anche la Brandenburger Tor. Certo, non è “originale”, si basa sull’architettura greco-romana, ma anche tutti gli archi di trionfo de mondo, quello di Parigi compreso, si ispirano a quelli romani.

    E poi non ho sinceramente capito la questione della metropolitana. Perché dovrebbe essere un problema il fatto che si chiami U-Bahn anziché con una variante di “metropolitana” (cosa che non c’è ovviamente nelle lingue anglosassoni e germaniche). Però forse ho capito male io e intendevi altro.

    Le città andrebbero apprezzate per quello che trovi, invece di non apprezzate per quello che non trovi. Perché se cerchi qualcosa di specifico, ti basta andare dove sai di trovarlo.

  8. 00ferret ha detto:

    hahah luciferasi sembra un enzima pericolosissimo. Ho detto “chi è questo??”.

    Mi piaci Giorgio, davvero. Ci mettiamo d’accordo così:

    “pur essendo assolutamente d’accordo che è una città diventata di moda come lo era Londra” MI BASTA QUESTO. Firmo.

    “Io non dico che Berlino ti debba piacere per forza” Eh vedi. Il fatto è che MI PIACE. Ma mi piacciono più altre. E non mi piace chi mi liquida Londra o Parigi con una smorfietta della bocca, ecco.

    “Non è che ogni città deve avere la “variante locale” di quello che ha quell’altra città” Giustissimo. Ma, mi ripeto, anzi no, vedi punto sopra.

    Il resto sono tue osservazioni condivisibilissime e corrette.
    Mi hai aiutato a capire perché stand for Berlin (non che, e 3, prima non lo facessi), un pò con motivazioni oggettive, un pò soggettive. Le oggettive, però, si elidono un pò, perché varrebbero per tutte, appunto, se non che non vedo intorno a me difensori a spada tratta di altre città – così come accade per B.
    Spero sia chiaro il senso, ammetto che è un pò articolato.

    Mi resterà solo un pò di curiosità sul perché del fatto sociale a livello di frequenza statistica, però ne hai dette così tante che non posso ignorarle.

    Qua la mano? 🙂

  9. 00ferret ha detto:

    detto in altri termini: me l’hai venduta te. Non gli altri, per ora. Non è che tana libera tutti, insomma.

  10. luciferasi ha detto:

    Infatti è un enzima!
    http://it.wikipedia.org/wiki/Luciferasi

  11. luciferasi ha detto:

    Qua la mano 😀
    Comunque Berlino non è certamente in testa alle città che amo. Adoro Istanbul e spero non diventi mai di moda! Resta il fatto che credo piaccia a così tante persone perché è stato un importante centro di certa controcultura. Spesso questa cosa è sufficiente perchè alcuni vedano un luogo con occhi diversi.

    Poi personalmente sottoporrei al waterboarding quelli che vanno (andavano, ah! ah!) ad Amsterdam solo per le canne.

  12. 00ferret ha detto:

    Istanbul mai vista ma in verità in verità ti dico: ci diventerà e mi sembra ci stai diventando anche a passo di corsa.
    amsterdam ecco, per me grande meraviglia. Proprio perché avevo un’aspettativa molto alta e me l’ha mantenuta in pienissimo. Amsterdam troppo bella, veramente. Ma non sento nessuno, Cristo, dirlo, ed ecco il perché del post.

  13. luciferasi ha detto:

    Vedi, Amsterdam molto bella, ma quando ci andai (piccolo, con i miei), mia madre fu rapinata e passamo una notte al commissariato a riconoscere mugshot improponibili. Le esperienze possono essere molto diverse. Poi non ci sono più andato per il fastidio dell’essere potenzialmente scambiato con uno dei classici turisti italiani che van lì solo per quello. Adesso che han fatto il giro di vite, ci tornerò.

  14. 00ferret ha detto:

    ah si, rapina fisso. Hanno fatto gente anche quando ero io lì sull’uscio a bere un drink nel locale e chiacchierando con i camerieri.

    ” Poi non ci sono più andato per il fastidio dell’essere potenzialmente scambiato con uno dei classici turisti italiani che van lì solo per quello”
    Per il fumo? Eh, hai ragione. Del resto sappiamo tutti checi vai per le prostitute, invece 🙂

  15. luciferasi ha detto:

    Per quello non c’è bisogno di andare all’estero, la Paullese da noi, fino a qualche anno fa, aveva in vetrina ottima merce.

  16. maria cristina zuban ha detto:

    io non l’ho ancora vista…non sento di volerci andare..la malinconia mi prende prima. Complimenti ,bravo!!! E bravo anche Giorgio,che mi ha invogliato (se già non ne avessi avuto il desiderio) di girare per Istambul. Due belle teste a confronto, è un conforto leggere cose interessanti e piene di partecipazione emotiva.

  17. luca ha detto:

    rispondo con alcuni dettagli e immagini che parlano da sole:

    http://www.ondarock.it/pietremiliari/bowie_heroes.htm
    guarda dove si è rifugiato david bowie. poi non vale un cazzo, però la canzone è bella
    riflettete gente, riflettete

  18. luca ha detto:

    rispondo con alcuni dettagli e immagini che parlano da sole:

    http://www.ondarock.it/pietremiliari/bowie_heroes.htm

    guarda dove si è rifugiato david bowie. poi non vale un cazzo, però la canzone è bella
    riflettete gente, riflettete

  19. shirly ha detto:

    quando mi avevi chiesto comè berlino prima di esserci stato la mia risposta era:
    ”una città come tante, da vedere ma non ci tornerei!!”
    non ho sentito tanti dare risposte simili.. tutti intusiasti!

    comunque si sà i tedeschi sono sempre stati bravi a fare entrare nella testa della massa idee e trend che non esistono. devi solo ringrazziare che non fai parte di questa massa!

  20. 00ferret ha detto:

    Shirly tu sei infatti pressoché l’unica ad aver risposto cosi.
    Il tuo commento (senti gli applausi? Perche sto applaudendo forte) mi sembra chiuda il discorso senza alcuna possibilità di replica. Grazie per il tuo contributo che posa una pietra tombale e miliare 🙂

  21. 00ferret ha detto:

    http://www.bbc.co.uk/news/uk-england-london-17567455
    Alla faccia vostra, grattacielo più alto d’Europa sarà a Londra, apertura Luglio 2012.

  22. Giorgio ha detto:

    Freud sta sogghignando.

  23. Penelope ha detto:

    Mi sono imbattuta nel tuo blog per caso, proprio perchè stavo facendo delle ricerche su Berlino quale potenziale prossima destinazione vacanziera ma, ahimé, continuo ad avere quella strana sensazione, quella che dentro di me riconosco come “e se non mi piace?”
    E questo proprio perchè TUTTI non fanno che ripetere quanto sia fantastica, a me che amo Londra con tutto il cuore al punto che non mi stanco mai di ritornarci.
    E i tuoi interrogativi me li sono posti anche io e continuo a temere, dopo aver letto ciò che hai scritto, che non sia per me ma per la sola e semplice ragione che io in una città cerco tutto ciò che Roma, Parigi o Londra (persino NYC), pur con le dovute differenze, mi hanno dato e continuano a darmi. Con questo non dico che a Berlino non ci andrò, ovviamente, ma non sento quella pressante necessità di farlo, ecco.
    Ad ogni modo, grazie per aver espresso un punto di vista controcorrente. 🙂

  24. Giovanni Ferretti ha detto:

    Penelope, benvenuta e grazie per il contributo. Mi confermi quindi che questo fenomeno accade. Nonostante tutto, ti direi di non esitare ad andarci, va comunque vista assolutamente. Magari inizia con un week end lungo. Magari per non tornarci piu.
    Mi raccomando, facci sapere cosa ne pensi, anche se credo di immaginare…
    A presto!

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